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LAURA BIAGIOTTI

Donne Futuriste tra arte e moda

 

Il rapporto con l’arte per Laura Biagiotti ha inizio già con l’infanzia. Un padre appassionato di musica, architettura, e pittura che instillava l’amore per il bello a Laura bambina durante le lunghe passeggiate nella ancora poco popolata Roma degli anni ’50. Ne sono seguiti i viaggi in Italia ed intorno al mondo, affrontati con la medesima curiosità e sete di cultura, poi, al termine degli studi classici, l’iscrizione alla facoltà di lettere ed una specializzazione in archeologia cristiana interrotta dall’incontro fatale con la sartoria di Alta Moda della madre Delia.
L’infanzia, gli studi, ed un’educazione che hanno lasciato tracce importanti  nell’approccio alla sua professione: amore per la ricerca, pazienza ed attitudine mentale allo studio del fenomeno moda come espressione primaria dei comportamenti umani. Moda come costume ed arte come storia, e la vita di Laura Biagiotti è il simbolo di questo pensiero. Un pensiero grazie alla quale ha visto, tra gli innumerevoli riconoscimenti che costellano la sua carriera, il trofeo Marco Polo nel 1993, a Pechino, per aver portato l’industria italiana in Cina. Presidente del Comitato Leonardo, dal 2000, comitato che riunisce l’eccellenza italiana dell’industria, dell’arte e della cultura, le viene conferita

nel 2004 la Lupa Capitolina motivata dalla lunga consuetudine di amore e cultura che Laura Biagiotti ha sempre intrattenuto con la Città Eterna.
La Balstoria, raccontata dalle immagini di queste pagine nasce invece nel 1986 e lasciamo che sia lei stessa a raccontarcela attraverso le sue parole cariche di ricordi ed emozioni.
“A Gianni e a me, pareva proprio di averlo conosciuto di persona, Giacomo Balla.
In realtà la nostra Balstoria cominciò nell'ottobre 1986 quando, guidata dalle piste un po' misteriose delle mie ricerche, approdai in modo fortuito, ma con intuizione felice, in una piccola galleria d'arte del centro storico di Roma, dove si teneva per l'appunto una mostra retrospettiva di opere della famiglia Balla. Ebbi in quell'occasione la mia folgorazione futurista sulla via di Damasco.
Tornai a casa entusiasta e mio marito Gianni mi fece dono della gran parte delle opere esposte. Dunque in ragione del mio mestiere di stilista, le mie ricerche sulla moda fatte da Balla già nel suo esordio futurista pervennero in nostro possesso, ma soprattutto in nostra custodia, al fine di portare alla conoscenza di un mondo più vasto il testimonial della Balmoda. Mio marito Gianni Cigna realizzò, negli ultimi mesi della sua vita, la prima mostra della raccolta Biagiotti Cigna nel prestigioso Museo Puskin di Mosca nel luglio 1996, due mesi prima che un male incurabile piegasse la sua fortissima tempra di combattente. Le sue cinque figlie e io abbiamo voluto, attraverso la donazione alla Fondazione Biagiotti Cigna continuare a testimoniare la passione di Gianni per il bello, il suo mecenatismo, la consolazione che, nella sofferenza, l'arte di Balla aveva significato per lui. Memorie e affetti che desideriamo mantenere e promuovere guardando al Maestro Balla, ricercatore arguto e incontentabile evoluzionista, come stella polare del futurismo e padre del design italiano nel XX secolo, movimento di arte comportamentale del quale fa parte la moda e al quale sento di aver dato e di continuare a dare un piccolo contributo, attraverso la mia  attività. Grazie, Balla!”

 

 

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