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CHRISTOPHER WILLIAMS
MODELS, OPEN LETTERS, PROTOTYPES, SUPPLEMENTS

 

 

Tra i maggiori esponenti della seconda generazione della Conceptual Art americana, Williams si è formato al California Institute of the Arts alla fine degli anni ’70 sotto la guida di artisti come Michael Asher, John Baldessari, Douglas Huebler e Morgan Fisher, sviluppando una pratica che fin dalle prime opere ha indagato i limiti e i confini del dispositivo fotografico, per svelarne e decostruirne funzioni, strutture e regole, attraverso un corpus di lavori che va dal film al video, dalla scultura al collage, dalla performance alla produzione di poster e libri d’artista.

Ultimo atto di una ricerca che ha visto Williams mettere al centro della propria pratica lo “studio” come luogo di produzione critica e materiale, la mostra alla Triennale di Milano riunisce per la prima volta il nuovo nucleo di lavori recentemente presentati nelle gallerie Capitain Petzel di Berlino – Open Letter to Model No. 1740, 2016 – David Zwirner di Londra – Open Letter: The Family Drama Refunctioned? (From the Point of View of Production), 2017 e gta Exhibitions di Zurigo: Supplements, Models, Prototypes, 2017.

 

 

Pensata come una puntuale coreografia di collages, fotografie, multipli, edizioni e pareti espositive mobili, Models, Open Letters, Prototypes, Supplements si articola su un rigoroso impianto formale, nel quale lo spazio architettonico si trasforma attraverso una ri-funzionalizzazione dei moduli di allestimento collezionati dall’artista nel corso della sua carriera, come le vetrine realizzate nel 1975 da Leone Pancaldi – architetto bolognese tra gli artefici della nascita della moderna architettura museale italiana.

Utilizzando una strategia che esplora gli aspetti del realismo tradizionalmente associati al medium fotografico, Christopher Williams analizza i complessi e stratificati meccanismi mediante i quali la comunicazione e le convenzioni estetiche strutturano il nostro modo di percepire la realtà. Nell’innescare un progressivo processo di disvelamento Williams si sofferma sulle relazioni tra densità e durata, taglio e sezione, struttura e modello, famiglia e società, ideologia e produzione immateriale, oggetto e funzione, lasciando emergere dalle immagini, le tracce della propria rappresentazione.  

 

 

In un labirinto architettonico ridotto all’essenzialità degli elementi visivi, lo spettatore è stimolato a recuperare il presente come momento di analisi critica. Delegando alle immagini la riflessione sui legami politici e socio-economici tra fotografia e sistemi di produzione della società tardo capitalista, Williams si rivolge direttamente al pubblico, richiamando la qualità del nostro processo d’osservazione, in un confronto teso a recuperare la durata come oggetto di studio.

Models, Open Letters, Prototypes, Supplements attiva un dialogo insieme fisico e teorico, tra le forme ideali che ritroviamo nelle opere fotografiche e l’architettura del Palazzo dell’Arte, dove attraverso la meticolosa disposizionenello spazio, le immagini di Williams prendono posizione.

 

 

Credits

A cura di
Pia Bolognesi e Giulio Bursi

Direzione artistica
Edoardo Bonaspetti, Curatore Triennale Arte

Foto:
Christopher Williams
Fig. 8: Pulling the film cutter
Exakta Varex IIa
35 mm film SLR camera
Manufactured by Ihagee Kamerawerk Steenbergen & Co, Dresden, German Democratic Republic
Body serial no. 979625 (Production period: 1960 - 1963)
Carl Zeiss Jena Tessar
50mm f/2.8 lens
Manufactured by VEB Carl Zeiss Jena, Jena, German Democratic Republic
Serial no. 8034351 (Production period: 1967 - 1970)
Model: Christoph Boland
Studio Thomas Borho, Oberkasseler Str. 39, Düsseldorf, Germany
June 22, 2012

2012
Archival Pigment Print
50,8 x 61 cm paper
84,7 x 94,8 cm framed

Courtesy Galerie Gisela Capitain, Cologne and David Zwirner, New York/London


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